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Caratteristiche tecniche e architettoniche

Quando si imposta la progettazione di un nuovo organo le linee guida sono dettate da alcuni elementi di base che si possono così elencare: la collocazione nell’ambiente, le sue linee architettoniche, la sua acustica, il progetto fonico dello strumento da costruire.

Nel caso specifico, la scelta della posizione dell’organo è stata abbastanza semplice, poiché era disponibile un vano in alto sul lato sinistro del presbiterio in cui collocare l’organo "espressivo", mentre per il "grand’organo" ed il "pedale" la creazione di un piano d’appoggio sulla porta di ingresso ed il soprastante strumento dava ornamento alla parete di fondo della Chiesa.

L’architettura della chiesa, priva di elementi caratterizzanti di particolare importanza, ha lasciato libera scelta al disegno del prospetto dell’organo.

Lo si è voluto di linee moderne, realizzato con gruppi di canne circondati da elementi in legno, con torri ai lati che si sviluppano fino alla massima altezza e la parte centrale più bassa per lasciare visibile il rosone.

La cassa di risonanza è parte fondamentale dello strumento, contribuendo in modo determinante alla fusione dei suoni e alla loro proiezione verso la navata.

Nella costruzione delle varie parti sono stati impiegati i materiali più pregiati e le tecniche più recenti, nel rispetto della tradizione organaria.

I somieri sono del tipo a canale per tasto con registri a stecca, costruiti in legno di mogano, con ventilabri in cedro guarniti con feltro e pelle.

Mantici, con pressioni differenziate per i manuali e pedale, sono del tipo tradizionale a lanterna, corredati di valvole selettive a "tendina".

Due elettroventilatori alimentano lo strumento.

La "consolle", posizionata sotto il presbiterio, permette all’organista di trovarsi in posizione ottimale per recepire le sonorità dello strumento e guidare l’assemblea.

E’ dotata di due tastiere di 61 tasti e pedaliera di 32 placchette a bilico per il comando dei registri, 2040 combinazioni aggiustabili o memorie.

Le canne di metallo sono costruite in lega stagno-piombo con percentuale di stagno che varia dal 30% per alcuni registri di flauto, al 50% per la gran parte dei registri, fino all’85% per le canne di facciata.

Le canne di legno (Contrabbasso, Subbasso, Trombone e le prime del Flauto 8’) sono in tavole di sceltissimo abete unite ad incastro.

Il nuovo organo, op.183 della Famiglia Artigiana Chichi di Vinci (Fi) è costituito da 24 registri reali (cioè corrispondenti a file complete di canne) e 7 prolungati, per un totale di 1967 canne.

 

Prospetto fonico

(progettista M° Mons. Luigi Sessa)

 

 

 

Alleluia.

Lodate il Signore nel suo santuario,

lodatelo nel firmamento della sua potenza.

Lodatelo per i suoi prodigi,

lodatelo per la sua immensa grandezza.

Lodatelo con squilli di tromba ,

lodatelo con arpa e cetra;

lodatelo con timpani e danze,

lodatelo sulle corde e sui flauti.

Lodatelo con cembali sonori,

lodatelo con cembali squillanti;

ogni vivente dia lode al Signore.

Alleluia.

(Salmo 150)

La Domenica 29 Giugno 1997 rimarrà sicuramente, al di fuori di ogni retorica, una data storica per la Propositura del SS. Nome di Gesù a Pratovecchio.

L’inaugurazione di un nuovo e grandioso organo a canne non è un avvenimento che si possa rivivere a breve scadenza ed è un fatto che segnerà la storia e la cultura del nostro paese per diversi secoli.

L’organo nasce dalla volontà testamenta-ria di Mons. Ezio Ferrantini, parroco a Pratovec-chio dal 15 Novembre 1975 all’8 Marzo 1995. Infatti egli aveva progettato di donare alla Propositura del SS. Nome di Gesù un organo in occasione del suo 50° di sacerdozio; purtroppo un male incurabile lo ha tolto al nostro sguardo prima di quella data.

Mons. Ferrantini, accortosi ormai che i suoi giorni qui in terra rimanevano pochi e che presto sarebbe andato ad ascoltare altre e più sublimi melodie, non rinunciò al progetto e nel suo testamento lasciò una cospicua somma di denaro per costruire l’organo in sua memoria.

Ed è questo che oggi noi facciamo nel ricordo e con gratitudine verso Mons. Ferrantini.

Ringrazio Dio di avermi dato questo onore e insieme a tutta la comunità sono lieto di aver portato a termine questo compito di fronte a Mons. Luciano Giovannetti Vescovo di Fiesole, alla sorella e ai parenti tutti.

L’organo che oggi viene inaugurato non solo è grandioso da un punto di vista architettonico e rende molto più ricca e bella anche la nostra Propositura, ma si inserisce anche nella tradizione "organara" e "canora" di Pratovecchio.

Infatti nel 1800 a Pratovecchio si ha notizia che la Famiglia Chisci ha costruito l’organo delle Monache Camaldolesi, quello nella Pieve-Propositura di Santa Maria Assunta a Stia e quello della chiesa del Ponte sempre a Stia.

Oggi (ed è quasi una omonimia) la Famiglia Chichi di Sovigliana in comune di Vinci ha costruito l’organo nella nostra Propositura composto da 31 registri e 1967 canne.

Inoltre c’è da ricordare che fino al 1943 anche a Pratovecchio, in Propositura, c’era un piccolo organo, distrutto dagli eventi bellici, che accompagnava la corale molto apprezzata e che ancora le persone di una certa età ricordano, alcuni cantori sono viventi insieme al direttore Guido Matini e all’organista di allora Gen. Renzo Rizzo.

Che davvero l’organo ravvivi e dia slancio alla liturgia e al canto perché "chi canta prega due volte".

Mi auguro anche che alcune ragazze e ragazzi si impegnino nello studio della musica per usare al meglio delle sue possibilità l’organo che oggi comincia la sua storia.

 

Il Parroco

Don Guido Pratesi

 

Pratovecchio, 29 Giugno 1997