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BOLLETTINO   PARROCCHIALE  “JOBEL” N° 27

 

SAN  PAOLO  E  GESÙ  CROCIFISSO

 

Paolo non indugia a descrivere i misteri della vita nascosta a Nazareth, né quelli della predicazione e dei segni miracolosi della vita pubblica; concentra il messaggio cristiano sul Signore pasquale, Gesù Crocifisso e Risorto, le due facce dell’identica medaglia: «Egli è morto per i nostri peccati, è risorto per la nostra giustificazione» (Rom 4, 25).

Nella sintesi dell’opera redentiva che Paolo ha tracciato nella lettera ai Filippesi, croce e risurrezione rappresentano il punto più illuminante la logica seguita da tutta la vita dell’unico Gesù: annientamento del Dio glorioso, che si fa uomo obbediente fino alla morte, e esaltazione del ”Signore” al di sopra di ogni realtà creata (cf Fil 2, 6-11). Al cristiano il compito di corrispondere a questo evento salvifico: «L’a-more di Cristo ci spinge, al pensiero che uno è morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e risuscitato per loro» (2Cor 5, 14s).

Si direbbe, anzi, che attribuisca una certa prevalenza al mistero di Gesù morto in croce, rivelazione dell’amore del Padre, confermato dalla risurrezione.

Il mistero della croce, infatti, condensa tutto il sapere di Paolo su Cristo: «Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e questi crocifisso» (1Cor 2,2).

Numerose sono le espressioni che evidenziano il valore salvifico della croce: «Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture» (1Cor 15, 3) e «colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato a nostro favore, perché noi potessimo diventare per mezzo di lui giustizia di Dio» (2Cor 5, 21), «riconciliati con lui per mezzo della morte del Figlio suo» (Rom 5, 10). Ma Paolo, con dolore, constaterà che «molti…si comportano come nemici della croce» (Fil 3, 18).

Ed è mistero che non va taciuto. Scrivendo ai Corinti, Paolo se la prende sia con quanti cercano di attenuare lo scandalo della croce, per conciliare la gratuità della salvezza con la necessità delle opere; sia con quanti sorvolano sulla crocifissione, inaccettabile dalla concezione giudaica e pagana della divinità, per porre l’accento sulla risurrezione.

Nell’annuncio paolino e nella sapienza cristiana, invece, morte e risurrezione devono restare scandalosamente inseparabili, «per non rendere vana la croce di Cristo» (1Cor 1, 17): «E mentre i Giudei chiedono i miracoli e i Greci cercano la sapienza, noi predichiamo Cristo Crocifisso, scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani; ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, predichiamo Cristo potenza di Dio e sapienza di Dio. Perché ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini» (1Cor 1, 22-25; cf Gal 5, 11; 2Cor 12, 10; 13, 4).

La croce dalla quale Cristo non scende è, infatti, la più chiara forma di rivelazione dell’amore del Dio cristiano, prima ancora che strumento doloroso di redenzione. È questa «morte del Signore» che viene annunciata ogni volta che, nella celebrazione eucaristica, si mangia il Corpo dato e si beve il calice del Sangue della nuova alleanza (cf 1Cor 11, 23-28). «L’amore del Cristo ci spinge, al pensiero che uno è morto per tutti» (2Cor 5, 14); «Dio dimostra il suo amore per noi, perchè mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi» (Rom 5,8).

Per l’efficacia della predicazione della croce, l’apostolo può portare la testimonianza personale. Agli ”stolti Galati”, «agli occhi dei quali fu rappresentato al vivo Gesù Cristo Crocifisso» (Gal 3,1) e che sono tornati alla maledizione della

legge, così che per loro «Cristo è morto invano» (Gal 2,21), dirà: «Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me» (Gal 2, 20); «Quanto a me, invece, non vi sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo del quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo» (Gal 6, 14).

 

Re don Piero  Cultura Cattolica . it

 

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Desidero sottoporre all’attenzione di tutta la comunità parrocchiale il catechismo, sia quello rivolto ai ragazzi (chiamato con termine tecnico “catechesi dell’iniziazione cristiana”) sia il catechismo per gli adulti.

 

CATECHESI DELL’INIZIAZIONE CRISTIANA

 

Nell’anno pastorale ultimo scorso 2007-2008 più volte durante l’omelia ho fatto notare la mancanza dei ragazzi  nella fascia di età che va dalla prima elementare fino alla terza media. Mai come in questi ultimi tempi si era visto un calo così forte anche agli incontri settimanali di catechesi. È sufficiente un qualsiasi impegno di altro genere (compleanni, calcio, piscina, dentista ……..) per saltare l’ora di catechismo. Vista questa situazione mi pare opportuno richiamare all’attenzione di tutti i principi sui quali si fonda la catechesi.

Mi rivolgo ai genitori cristiani, quelli che si sono sposati in Chiesa e hanno fatto battezzare i loro figli.

Nel rito del matrimonio ai fidanzati che stanno per sposarsi il Sacerdote, a nome della comunità ecclesiale, chiede: “Siete disposti a educare i vostri figli secondo la legge di Cristo e della sua Chiesa?” E voi avete risposto “SI”. Quel vostro “SI” voglio sperare che  lo abbiate pronunciato con consapevolezza e responsabilità. Allora uno dei modi per attuarlo e quello di far partecipare, di spronare a partecipare al catechismo i vostri figli, togliendo e non mettendo ostacoli a questo loro impegno. Non si può fare “un falso” di fronte a Dio e non si può nemmeno pensare che la fede si riceva con il latte materno. È necessaria una formazione permanente in ordine alla testimonianza della fede. La catechesi tende alla formazione cristiana, a orientare ogni persona battezzata, con cammini differenziati, verso una fede matura, capace cioè di costituire un punto di riferimento costante per la vita, per la condotta, per le scelte; per dar ragione della speranza che è in noi (1Pietro 3,15) e attingere motivazioni per l’impegno a servizio dell’uomo.

La fede non è “un argomento da imparare”, ma una esperienza da vivere. Nel nostro mondo tutti lamentiamo il calo di esempi di fede vissuta, allora bisognerà ritornare a questi principi e a questa testimonianza di vita se vogliamo educare i ragazzi.

I ragazzi e tutti noi abbiamo più bisogno di testimoni che di maestri. Se non ce la sentiamo di essere testimoni, siamo sinceri e tiriamo le dovute conseguenze. Tutti noi più anziani abbiamo imparato a essere cristiani dall’esempio dei nostri genitori. Oggi non si potrà certo dire che la società sia basata su principi cristiani. E allora se non accettiamo più il Vangelo diciamolo sinceramente e non facciamo il doppio gioco di mandare i ragazzi a catechismo e poi non condividere in famiglia e nei nostri discorsi con gli amici e nelle botteghe i principi cristiani. La religione e i sacramenti non possono essere sfruttati per fare delle “mega feste”, ma per incontrare Gesù.

D’altra parte anche quando avete battezzato i vostri figli vi è stato ricordato che voi siete i primi testimoni e garanti della fede per i vostri figli. E vi fu detto “Siete consapevoli di questa responsabilità?” E tutti a dire “SI”. La scelta e l’impegno per il catechismo è la risposta concreta a questi “SI” detti davanti a Dio e alla Chiesa. Io voglio sperare che il prossimo anno pastorale 2008-2009 porti una inversione di tendenza altrimenti sarò costretto a convocare tutti i genitori e prendere con loro le opportune decisioni.

 

CATECHESI PER GLI ADULTI

 

Bisogna inoltre superare l’idea che la catechesi è solo per i ragazzi e in vista dei sacramenti. Tutta la comunità cristiana è il campo dove viene seminata la Parola. Una Chiesa tutta catechizzata diventa anche una Chiesa tutta catechista. La comunità cristiana diventa non solo oggetto di catechesi, ma è soggetto di catechesi con la sua vita e la sua testimonianza. Se i ragazzi trovano una famiglia che vive cristianamente e una comunità cristiana che vive i principi del Vangelo saranno a loro volta stimolati ad accettare il catechismo e a pensare che davvero serve. Altrimenti se vedono

che si dice ma non si fa allora si potrebbe parlare anche il linguaggio degli angeli, non ascolteranno.

Per gli adulti luogo privilegiato della catechesi è la Messa domenicale. Alcuni stanno dicendo che sono troppo lunghe le omelie. Potrei rispondere come un vecchio prete che era solito dire: Sono lunghe le omelie o corta la fede? Se io oggi voglio dare qualche minima idea di formazione cristiana non ho altro mezzo.

Vi anticipo anche altre date di una specifica catechesi per gli adulti: il periodo dell’Avvento e della Quaresima e in modo particolare il mercoledì.

03 – 10 – 17  Dicembre 2008 e 04 – 11- 18- 25 Marzo e 01 Aprile 2009.

Che il Signore ci dia sincerità e coraggio di impegno. Rifuggiamo dall’idea che sappiamo già tutto. Una delle mancanze del nostro tempo, soprattutto in fatto di religione, è costituita dalla non conoscenza. E allora riflettiamo e poi …. all’opera! 

 

 

DALL’ARCHIVIO

Ì Ì Ì Ì Ì Ì Ì     DEFUNTI

Fratelli e Sorelle  che  sono  morti  dal 27 Gennaio 2008   al 20  Agosto 2008

L’eterno riposo dona loro, o Signore, e splenda ad essi la luce perpetua. Riposino in pace. Amen.

 

Maccari  Corrado                                 27.01.2008

Pagnini  Roberto                                   17.02.2008

Matini  Guido                                         23.02.2008

Raggioli  Antonio                                  22.04.2008

Notaro  Francesco                                30.05.2008

Bimbocci  Graziano                              07.07.2008

Giuliani  Enzo                                        21.06.2008

Beoni  Maria                                          12.07.2008

 

Ì Ì Ì Ì Ì Ì Ì Ì   BATTESIMI

 

Landi  Giacomo                                   10.02.2008

Bimbocci  Filippo                                  02.03.2008

                                          Ghelli  Alice                                             23.03.2008

Alterini  Alessandro                              13.04.2008

Macconi  Angelica                              29.06.2008

Cinquanta  Carlos                                 13.07.2008

Pecorini  Allegra                                 20.07.2008

Grini  Sofia                                           20.07.2008

Hirbu  Federico                                   27.07.2008

Romano  Lavinia                                   16.08.2008

 

Ì Ì Ì Ì Ì Ì Ì Ì Ì   CRESIME

 

La Domenica 20 Aprile 2008  il Vescovo di Fiesole Mons. Luciano Giovannetti ha conferito nella chiesa del Santissimo Nome di Gesù, il sacramento della Cresima ai seguenti ragazzi:

Alongi Ignazio, Beni Eleonora, Beoni Alice, Bonini Flaminia, Brocchi Elena, Chiarini Lisa, Ciapetti Andrea, Fani Marco, Ferrini Andrea, Ghelli Laura, Goretti Maria Bianca, Magni  Francesca, Mariut  Madalin, Ristori  Iole, Rosini Enea, Tinti Eva, Vangelisti Lorenzo, Visotti Samuele, Viti Maurizio.                          

 

Ì Ì Ì Ì Ì Ì Ì   MATRIMONI

 

Fragni Luigi – Cavigli Annamaria   10.05.2008

Ozzola Gian Luca–Salvadori Alice  31.05.2008

 

 

 

Programma celebrazioni religiose:

 

PRATOVECCHIO   31 AGOSTO / 09  SETTEMBRE  2008

 

FESTA TRIENNALE  DEL SANTISSIMO CROCIFISSO

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 “Settimana di Spiritualità”:   31 Agosto /05 Settembre

 

ORARIO SS. MESSE:        

Ore    7,00 – 7,30     Chiesa dei Monasteri

Ore  10,00 e 18,00  Propositura del Santissimo Nome di Gesù

                                                                                                                                                                                                                                                                                         

Dalle ore  9,30 alle ore 12,00  di  ogni  giorno  della  “Settimana  di  Spiritualità” sarà  presente,

                                                  in Propositura,  un  Sacerdote  per  le  confessioni.

 

Durante la  settimana dal 31  Agosto al 05  Settembre l’immagine del SS. Crocifisso verrà portata  alle  ore  21,00  nei  rioni della Parrocchia:

DOMENICA         31 Agosto      - BORGO  MEZZO             LUNEDI’         01  Settembre    - MONTE

MARTEDI’          02 Settembre - VIA  ALDO MORO           MERCOLEDI’ 03  Settembre     - VIA  XXIV  MAGGIO

GIOVEDI’           04  Settembre- ECCE  HOMO (Viale       VENERDI’      05  Settembre    - (Ore 18,30) CIMITERO

                                                   Roma – Via Kennedy)                                                        con la celebrazione della Messa.

 

VENERDI’ 05 SETTEMBRE  Ore  21,00  “VIA  CRUCIS”  in PIAZZA  PAOLO  UCCELLO

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 “Triduo del Santissimo Crocifisso”:   06 – 09 Settembre

 

SABATO       06  SETTEMBRE :

Ore 18,00 Messa solenne di inizio delle feste triennali

                         (I canti saranno eseguiti dal Coro “Lorenzo Perosi” di Poppi)

 

DOMENICA  07 SETTEMBRE: Giornata  della  Venerabile  Confraternita  di  Misericordia

                                                         di Pratovecchio, della  quale il SS. Crocifisso  è  celeste  Patrono.

Sante Messe:

Ore 7,30 (dalle Domenicane) Ore 9,00 e Ore 11,00 (in Propositura) Ore 18,30  (Dalle Camaldolesi)

 La Messa delle Ore 11,00 sarà celebrata dal nostro Vescovo  LUCIANO

       (I canti saranno eseguiti dal “Coro Femminile– L. Ghelli” di Pratovecchio)

 

LUNEDI’       08  SETTEMBRE:  Giornata Sacerdotale e Vocazionale.

Sante Messe Ore 9,00 - 10,00 - 11,00 - 18,00 (Propositura)  -  La Messa delle ore 18,00 sarà presieduta da S. E. Mons. Romano Rossi  – Vescovo della Diocesi di Civita Castellana – e concelebrata dai Parroci del Casentino Fiesolano e dai Sacerdoti nati in Casentino.

(I canti saranno eseguiti dal Coro di Santa Maria delle Grazie di Stia)

 

MARTEDI’    09  SETTEMBRE:  Giornata della Comunità Parrocchiale.

Sante Messe  Ore  9,00 - 10,00 - 11,00  (Propositura)

La Messa delle Ore 11,00 sarà celebrata per tutti i Sindaci Defunti di Pratovecchio

 

LA  CELEBRAZIONE DELLE ORE 21,00 SARA’ PRESIEDUTA DA

S. E. l’Arcivescovo Mons. PIERGIUSEPPE VACCHELLI

Segretario della Congregazione di “Propaganda Fide”

e concelebrata dal nostro Vescovo Mons. Luciano Giovannetti e dai Parroci del Vicariato

 

ALLA CONCELEBRAZIONE SEGUIRA’ LA SOLENNE PROCESSIONE

LA BENEDIZIONE  CON L’IMMAGINE DEL SANTISSIMO CROCIFISSO

E LO SPETTACOLO PIROTECNICO OFFERTO DALLA PRO-LOCO

 

I canti della concelebrazione saranno eseguiti dal “Coro Femminile – L. Ghelli” di Pratovecchio

Durante la processione farà servizio la Filarmonica “E. Brizzi”

di Pratovecchio

 

 

Programma Celebrazioni  civili:

 

 

 

Comune di Pratovecchio – Parrocchia del SS. Nome di Gesù

Venerabile Confraternita di Misericordia – Pro Loco

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Sabato  06  Settembre

 

Ore 17,00   Stadio Comunale - Via Uffenheim – A cura della  Ven.le Confraternita di Miseri

                   cordia: SIMULAZIONE INTERVENTO IN PRONTO SOCCORSO

Ore 21,00   In Propositura: CONCERTO D’ORGANO del  M° Giampiero  BERNINI

 

Domenica  07  Settembre

 

Ore 08,00 – Centro storico – STRACCABIKE – XVII Edizione a cura del  G.S. AVIS

Ore 10,00 – in Piazza I. Landino – RADUNO DELLE MISERICORDIE TOSCANE

                    a cura della Ven.le Confraternita di Misericordia di Pratovecchio.

Ore 18,00 – Borgo Mezzo – CONCERTO  DELLA  FILARMONICA “Enea Brizzi”  

                    Direttore M° Leonardo Rossi.

Ore 21,00 – Parco delle Rimembranze – PAOLA TURCI  nello spettacolo “CIELO”

                    con il  Danz’autore GIORGIO ROSSI – a cura di Pievi e Castelli in musica 2008

 

Lunedì  08  Settembre

 

Ore 16,00 – Centro storico – “RAGAZZINSIEME” – Giochi a cura di “Arteindisparte”

                                                e Parrocchia.

Ore 19,30 – Via G. Verdi, Piazza I. Landino – “FESTA SOTTO IL CAMPANILE”

Ore 21,00 – SERATA DANZANTE  a cura della Ven.le Confraternita di Misericordia.

                    Durante la serata premiazione del “Concorso Vetrine e Angoli fioriti”

 

Martedì  09  Settembre

 

Ore 21,00 – S. Messa  e  Processione  solenne  per  le  vie del  paese  presieduta  da 

                    S. E. L’ARCIVESCOVO MONS.  PIERGIUSEPPE  VACCHELLI  

                   Segretario della Congregazione di “Propaganda Fide”

                   Durante  la  processione  farà  servizio  la Filarmonica  “Enea Brizzi”

Ore 23,00 – in Piazza  Iacopo  Landino    BENEDIZIONE  CON L’IMMAGINE DEL

 SANTISSIMO CROCIFISSO

Ore 23,30 –a chiusura delle Feste triennali 2008 Grande Spettacolo Pirotecnico 

                   a cura della Pro loco

 

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DURANTE I GIORNI DELLA FESTA TRIENNALE  2008

                          

CONCORSO:  “VETRINE  E  ANGOLI  FIORITI”

 

MOSTRE  ESPOSITIVE:

 

·        “La corte degli Artisti: i Pratovecchini e la Pittura presso la Sede del Parco Nazionale

·        “Invisibilidonnevisibili” Mostra Fotografica di R. Zampedini presso il Chiostro del

      Monastero di S. Maria della Neve delle Monache Domenicane.

·        “Pitture e Sculture”  Personale di P. Chiarini presso la Sala del Podestà.

·        Vent’anni del “Viola Club” di Pratovecchio – Mostra allestita in piazza Paolo Uccello.

 

 

 

QUARESIMA  E  DIMENSIONE  RICONCILIATIVA  DELL’EUCARISTIA

 

Siamo ormai prossimi alla Quaresima e allora propongo a tutti una piccola riflessione sull’Eucaristia che ci riconcilia con Dio e con i fratelli, anzi per essere celebrata nel migliore dei modi esige questa riconciliazione. La Quaresima è il tempo che ci richiama alla conversione attraverso la penitenza: è tempo penitenziale. La Quaresima, di questo anno Eucaristico per la nostra Diocesi, ci vedrà celebrare dal 23 al 30 Marzo p.v. la SETTIMANA  EUCARISTICA  VICARIALE. Ecco il motivo di questo particolare tema di riflessione.

L’EUCARISTIA E LA RICONCILIAZIONE CON DIO

 

Nell’Antico Testamento era corrente la prati­ca di sacrifici per l’espiazione dei peccati e la ri­conciliazione con Dio. Secondo il libro del Levi­tico l’offerente posava la mano sulla testa della vittima, che era poi immolata e consumata intera­mente dal fuoco (Lv. 1,4-7). I peccati di colui che offriva il sacrificio erano in un certo senso trasferiti sulla vit­tima e distrutti con la vittima stessa. Questi sacri­fici appartenevano al genere degli olocausti.

Vi erano anche i sacrifici di comunione, nei quali una parte della vittima era distrutta dal fuo­co e l’altra consumata convivialmente dagli offe­renti. In questo genere di sacrifici la preghiere e i canti esprimevano la lode e il rendimento di grazie, ma anche la confessione delle proprie colpe, il pentimento, la conversione e la supplica a Dio per il perdono. Nessun rito sa­crificale possedeva in se stesso un potere magico di riconciliazione. Era Dio che, nella sua miseri­cordia infinita, teneva conto delle disposizioni penitenziali degli offerenti, espresse nei riti da lui prescritti, e decideva di ritenersi soddisfatto nel suo onore offeso. Tali antichi sacrifici erano sem­plice prefigurazione dell‘unico vero sacrificio riconciliatore, quello consumato sulla croce e tra­dotto sacramentalmente, per istituzione di Cristo stesso, nell’Eucaristia.

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L’Eucaristia, come sacrificio, attualizza la mor­te della vittima divina avvenuta sulla croce, ma, come convito, permette ai commensali di comuni­care con essa assumendola in cibo, come negli an­tichi sacrifici di comunione. La preghiera eucaristi­ca esprime la lode e il rendimento di grazie, ma anche la confessione e la domanda della comunio­ne e riconciliazione con Dio, come nell’Antica Alleanza. Alla molteplicità dei sacrifici antichi su­bentrò l’unico sacrificio infinito nel suo valore, nella sua efficacia e nella sua durata senza scaden­ze (Eb 9,26-27).

Il   sacrificio della croce dunque non è assoluta­mente ripetibile, perché Cristo ne legò il valore, anche redentivo ed espiatorio, alla celebrazione eucaristica, quando la istituì nell’ultima Cena.

Consacrando e dando in comunione il calice, egli pronunciò le parole che sono riprese nella liturgia eucaristica: « Prendete e bevetene tutti. Questo è il calice del mio sangue offerto per voi e per tutti in remissione dei peccati» (Mt 26,28). Cristo volle che con la celebrazione dell’Eucaristia l’ef­ficacia espiatoria infinita potesse essere applicata per tutti gli uomini e per tutte le generazioni. Per questo diede alla Chiesa il comando: « Fate que­sto in memoria di me» (1Cor 11,24-25).

Nell’Antico Testamento il futuro Messia era descritto come Agnello innocente condotto al ma­cello: «Egli è stato trafitto per i nostri peccati, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue pia­ghe noi siamo stati guariti... Egli portava il peccato di molti e intercedeva per i peccatori» (Is 53,5.12).

 

Il Vangelo secondo  Giovanni fa  un accostamento stretto, anche cronologico, tra gli agnelli immolati per la celebrazione pasquale ebraica e l’Agnello divino immolato sulla croce. Si adempi­va nel Cristo la figura dell’antico agnello espiato-rio (Lv. 14,10-20-28). Per questo fu indicato con le parole: «Ecco l’agnello di Dio» (Gv 1,36). E san Paolo chiama Cristo « nostro agnello pasquale immolato» (1Cor 5,7). Noi stessi nella liturgia in­vochiamo il Cristo: «Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi ». E quando il sacerdote eleva l’ostia consacrata per invitare alla comunione, la presenta con le parole: « Ecco l’a­gnello di Dio che toglie i peccati del mondo ».

Il   Concilio di Trento così si esprime: «E poi­ché in questo divino sacrificio, che si compie nella messa, è contenuto e immolato in modo incruento lo stesso Cristo che si offerse una sola volta in mo­do cruento sull’altare della croce (cfr. Eb 9,14.27-28), il santo sinodo insegna che questo sacrificio è veramente propiziatorio (can. 3), e che per mezzo di esso, se con cuore sincero e retta fede, con ti­more e rispetto, ci accostiamo a Dio contriti e pentiti, possiamo “ricevere misericordia e trovare grazia ed essere aiutati al momento propizio” (Eb 4,16). Placato da questa offerta, il Signore, concedendo la grazia della penitenza, perdona i peccati e le colpe anche le più gravi. Si tratta, infatti, di una sola e identica vittima e lo stesso Gesù la of­fre ora per il ministero dei sacerdoti, egli che un giorno offrì se stesso sulla croce: diverso è soltanto il modo di offrirsi» (DH 1743).

Sant’Ambrogio affermava del sacramento eu­caristico: « Ogni volta che lo riceviamo, annuncia­mo la morte del Signore (1Cor 11,26). Se annun­ziamo la morte, annunziamo la remissione dei peccati. Se ogni volta che il suo sangue viene spar­so, viene sparso per la remissione dei peccati, de­vo riceverlo sempre, perché sempre mi rimetta i peccati. Io che pecco sempre, devo sempre disporre della medicina» (De Sacrarnentis, 4,28). Il Messale è pieno di espressioni, che rifletto­no il potere di riconciliazione dell’Eucaristia, co­me ad esempio l’orazione seguente: « La partecipazione a questo sacramento, Dio onnipotente, ci liberi da ogni colpa e ci ottenga dalla tua misericordia la conversione del nostro spirito » (venerdì dopo le Ceneri).

 

RICONCILIAZIONE VICENDEVOLE FRA GLI UOMINI

 

L’Eucaristia è il sacramento dell’unità di coloro che ne sono partecipi: « Poiché c’è un solo pane, noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo; tutti infatti partecipiamo dell’unico pane» (1Cor 10,17).

La celebrazione eucaristica presuppone dun­que la riconciliazione, e anche la crea. La presuppone, secondo la parola di Gesù: « Se stai per fare la tua offerta e ti ricordi che un tuo fratello ha qualcosa contro di te, va’ prima a riconciliarti con lui e poi vieni a fare la tua offerta. Riconciliati prima con il tuo avversario...» (Mt 5,24-25). Così la Didachè (secolo I) ammoniva le prime genera­zioni di cristiani: «Il giorno della domenica del Signore radunatevi per la frazione del pane e l’Eucaristia, dopo aver confessato i vostri peccati perché il vostro sacrificio sia puro. Ma chi fosse in urto con un suo compagno non si riunisca a voi prima di essersi riconciliato con lui, perché il vo­stro sacrificio non sia profanato» (capitolo 14).

Dio è presente dove c’è amore e carità. D’altra parte l’Euca-ristia è il sacramento fonte dell’a-more di Dio e dell’amore vicendevole. E’ un fortissimo richiamo all’unità di tutti i cristiani e all’at-tuazione della preghiera di Cristo che tutti siano una cosa sola.

Il sacramento dei sacramenti, cioè l’Eucaristia, è il supremo simbolo di questa duplice dimensione riconciliativi, ma ne è anche la sorgente sacramentale.

Durante la Quaresima siamo chiamati anche alla confessione dei nostri peccati. Il sacramento della penitenza prepara ciascuno di noi a sedersi alla mensa dell’amore con Dio e con i fratelli.

 

Vincenzo  Raffa

Docente presso l’Istituto Teologico don Orione

 

 

23 - 30 MARZO 2007    -    CONGRESSO EUCARISTICO VICARIALE

 

Il  Piano Pastorale della nostra Diocesi per l’anno pastorale 2006-2007 invita tutte le parrocchie ad un’approfondita riflessione sull’Eucaristia “Segno di unità, vincolo di carità”. Ognuno potrà riscoprire l’amore a Gesù nel Sacramento e nel Sacrificio dell’Eucaristia e anche l’amore che ci lega fra noi in un so­lo corpo e in un solo spirito.

Il  Piano Pastorale costituisce un’importante opportunità per la Diocesi e per tutte le Parrocchie. Prima di tuffo è l’occasione che favorisce e in qualche modo costringe la nostra comunità dioce­sana a porsi in stato di ascolto, e di preghiera per cercare di capire quello che il Signore chiede oggi alla sua Chiesa, per riscoprire la nostra identità di fede, per rimettere a fuoco il senso e la modalità della no­stra missione.

In secondo luogo ci impegna a farlo insieme, a condividere un cammino, a riscoprire nello stile del­la sinodalità e della comunione il luogo privilegiato per un autentico discernimento.

Di questo cammino ecco il programma del Congresso Eucaristico Vicariale:

 

Venerdì  23  Marzo  Pieve di S. Martino a Vado

Strada in Casentino

Ore 20,30 –       Esposizione del Santissimo Sacramento. Adorazione  - Benedizione eucaristica

Ore 21,15 –    Meditazione  “Principi  teologici  dell’Eucaristia” (Don Francesco Pasetto)

 

Sabato  24  Marzo   -   Giornata  delle  religiose

Mattino –  Chiesa del Monastero di Santa Maria della neve delle Monache Domenicane

Ore    9,00   Esposizione  del  Santissimo Sacramento  e  Adorazione

Ore  11,00  Santa Messa

 Pomeriggio –  Chiesa del  Monastero di S. Giovanni Evangelista delle Monache Camaldolesi 

Ore  16,00   Esposizione  del  Santissimo Sacramento e Adorazione

Ore  18,00  Santa Messa

Sera –         Presso le Suore Orsoline a Prato di Strada

Ore  21,00     INCONTRO DELLE FAMIGLIE  -  Proiezione del Film “Marcellino pane e vino”

 

Domenica  25  Marzo

Ore  16,00  In Propositura, Celebrazione del Sacramento della Cresima

 

Lunedì  26  Marzo  -  Giornata  degli  anziani  e  della  riconciliazione

Santuario Vicariale di santa maria  delle grazie – stia

  Ore 9,00 S. Messa, Esposizione del SS.mo Sacramento – Disponibilità di alcuni sacerdoti per le Confessioni.

Ore 15,00    Rosario meditato, Benedizione Eucaristica

Ore 16,00   S. Messa solenne

 

Ore 21,00  a   ROMENA   -  Veglia di preghiera con i giovani

 

 

MARTEDì  27  Marzo   -     Giornata  del  MALATO

Ore 10,00       Casa di Riposo San Romualdo  -  Adorazione Eucaristica e Santa Messa

Ore 14,30       CASA DI RIPOSO SAN GIUSEPPE  -  Adorazione Eucaristica e Santa Messa

 

Ore 20,30  a  MONTEMIGNAIo 

                    Adorazione Eucaristica e Santa Messa  con tutti i GRUPPI DI PREGHIERA

 

MercolEDì  28  Marzo  A VALIANA

Ore 20,30     Esposizione Santissimo Sacramento  Adorazione  - Benedizione

Ore 21,15 –  Di fronte al Cristo in pietà - Meditazione   “Eucaristia, vincolo di carità” (Don Francesco Pasetto)

 

giovEDì  29  Marzo   -   Chiesa S. Cristina a Papiano

Ore 21,00    Incontro con tutte le associazioni di Volontariato

 

Venerdì  30  Marzo  - Pieve di Santa Maria assunta  -  stia

Ore 21,00 Concelebrazione con tutti i sacerdoti del vicariato presieduta dal nostro Vescovo LUCIANO a conclusione della Settimana Eucaristica Vicariale.

 

Nei  MERCOLEDI’ di QUARESIMA e precisamente il  28  Febbraio e il 07 – 14 – 21 Marzo, presso  il  Cenacolo  delle  Monache  Domenicane, CATECHESI  PER  GLI  ADULTI

 

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BENEDIZIONE  DELLE  FAMIGLIE - ANNO  2007

 

L’intento dei sacerdoti che vengono nelle vostre case per la benedizione è quello di incontrarsi con le persone e di benedire “le pietre vive” che formano la  comunità cristiana.

Il sacerdote viene a portare la pace con le parole stesse del Signore Gesù: “pace a questa casa e a tutti coloro che vi abitano”. Ma perché l’augurio e la benedizione siano efficaci è necessario che diventino mentalità e azioni di pace.

Quest’anno siamo guidati dall’Eucaristia “segno di unità e vincolo di carità”. Così infatti scrive il nostro Vescovo: Solo in Cristo e nel suo dono di amore che continuamente si rinnova nel Pane e nel Vino dati per noi, la comunità ecclesiale apprende a custodire e vivere il mistero della comunione e della carità”.

C’è bisogno di più amore. E’ una constatazione che sento fare a tutti. Allora riprendiamo la strada verso la Chiesa dove è presente per noi Gesù Cristo. Dopo aver percorso altre strade che non ci hanno dato sicurezza e gioia ritorniamo a Gesù: alla sua Parola e al Pane di vita dell’Eucaristia. E trasformiamo le nostre famiglie in piccole Chiese domestiche dove l’amore fedele e inesauribile di Gesù consacra a sua immagine e somiglianza l’amore umano. 

Riguardo all’offerta che siete soliti fare in questa circostanza (e tutti sappiamo quanto è preziosa, e Dio ve ne renda merito!) vi chiedo di metterla nella busta allegata, preparandola prima e non quando arriva il sacerdote. Infatti allora ci dobbiamo concentrare solo sulla preghiera, in questo dialogo, sia pur breve, con il Padre nostro per invocare su ciascuno e su tutta la famiglia la sua benedizione.

Mi aiuterà nella visita e nella benedizione alle famiglie il Sacerdote Carlino don Onofrio ordinato presbitero anno scorso il 22 Aprile. Non si è dimenticato di voi, e viene anche per dirvi grazie personalmente del cammino di preghiera fatto insieme nella sua prepa-razione al Sacerdozio.

Continuiamo a pregare perché la famiglia si anche la prima scuola vocazionale e dal nostro Casentino esca qualche vocazione sacerdotale.

La Benedizione Pasquale delle Famiglie nella propria casa inizia alle Ore 15,00 col seguente

 

ITINERARIO

GIOVEDI’          22  FEBBRAIO:

Viale  Roma  dal N° 65  a  N° 3 (solo numeri  dispari).  Viale Roma (dal N° 32 (stazione) al N° 2.

 

VENERDI’         23  FEBBRAIO:

Via  Kennedy. Via Monte alle case. 

 

LUNEDI’            26  FEBBRAIO:

Via  Bellavista.  Via di Pancaldi.  Poppiena Alta.  Via Sofia dei Conti Guidi.  Via Giorgio La Pira.

 

MARTEDI’        27  FEBBRAIO:

Via Aldo  Moro  ( numeri  dispari).  Via  Appennino  (numeri dispari).

 

MERCOLEDI’   28  FEBBRAIO:

Via Aldo Moro  (solo numeri pari).  Via Sandro Pertini

                                              

GIOVEDI’          01  MARZO:     

Via  Appennino  (numeri pari).  Via Jacopo Vignali.  Via Giovanni Del Biondo.

                       

LUNEDI’            05  MARZO:

Via Fiumicello. Via Donato Degli Albanzani.  Via Carlo  Siemoni. 

 

MARTEDI’        06  MARZO:

Via Monte.  Via  Colombaia.  Via  Piave.   P.za Stazione.   Via della Libertà.  

 

MERCOLEDI’   07  MARZO:

Via Circonvallazione.  Via XXIV Maggio.  Via Tramontani.   Via 2 Giugno

 

GIOVEDI’          08  MARZO:

                         Via A. Minucci.  P.za del Municipio.

Via  Dante Alighieri dal N° 5 al N° 21  (solo numeri dispari).  Via Rovezzano. 

 

VENERDI’         09  MARZO:

Via Uffenheim. Via Dante Alighieri dal N° 10  al N° 22. (solo numeri pari).

 

LUNEDI’            12  MARZO:

Via Dante Alighieri dal N° 23 al N° 49  (solo numeri dispari.) Via Dante Alighieri  numeri 24 e 26.              Via dei Legni.  Piazza del Mulino

 

MARTEDI’        13  MARZO:

Via E. Mattei.  Mormoreto,  Lo Scasso,  La Vigna, Casa Nuova, Fiumicello, La Miniera, Monticelli,                  Camaggiola

 

MERCOLEDI’   14  MARZO:

                               Via Fiorentina  -  Piazza Paolo Uccello

 

GIOVEDI’          15  MARZO:

Via G. Garibaldi  (numeri pari).

 

VENERDI’         16  MARZO:

                               Via G. Garibaldi  (numeri dispari).

 

LUNEDI’            19  MARZO:

                               Ore   9,00 – 12,00  Scuola Elementare e Scuola Materna.

 

MARTEDI’         20  MARZO:

                                Via XX Settembre.  Via G. Brocchi.  Via C. Landino.  P.za J. Landino. Via G. Verdi

 

MERCOLEDI’   21  MARZO:

                               Ore  9,00 – 12,00  Sede del Parco Nazionale, Municipio, Stazione dei Carabinieri,  Ufficio Postale. 

                                                           Vigili del Fuoco.  Banche.

 

GIOVEDI’          22  MARZO:

                               Ore 15,00 – 18,00 Parrocchia  di  San  Donato a Brenda.

 

DOMENICA     01  APRILE:

Ore  15,00 – 18,00     Parrocchia di Santa Margherita a Quorle.

 

Per ulteriori informazioni  consultare il sito: WWW.parrocchiapratovecchio.it

 

 

 

   

Jobel n° 22

 

Benedizione delle case o Benedizione delle Famiglie ?

 

  Una volta si diceva “benedizione delle case” (e forsequalcuno continua a dire così) e proprio alle case sembrava destinato il gesto del Sacerdote che passava aspergendo acqua benedetta. Anche quando quelli che abitavano la casa erano assenti.

  Da sempre ho preferito parlare di “benedizione delle famiglie nella propria casa” in ricordo del Battesimo e in preparazione della Pasqua.

E’ una visita del parroco alle famiglie, è un incontro amichevole, uno scambio, un mettere insieme le ansie e le tristezze, le gioie e le speranze di ciascuna famiglia con la famiglia della Parrocchia.

Vengo come un amico che intende farvi sentire la presenza di una “famiglia più grande”, quella della comunità cristiana in cui la vostra famiglia è inserita.

  La comunità cristiana non ha una risposta concreta per tutto. Ma si propone come una attenzione cordiale da parte dei fratelli che vogliono “portare i pesi gli uni degli altri”. Io sono qui per dirvi soprattutto questo: ognuno di voi sta a cuore della chiesa a cui appartenete. Ognuno di voi è una presenza di valore, a cui fare spazio nella solidarietà e nell’amicizia. La comunità cristiana si prefigge in particolare di dare voce e peso a chi tra le pareti domestiche soffre, arranca,fa fatica. La “croce” nascosta in tante case è un tesoro prezioso, se viene riconosciuto come un cammino da compiere insieme, nella fede comune.

  La visita del vostro parroco non è di convenienza (e voi tutti sapete quanto mi urtano i convenevoli), ma è una visita illuminata da Gesù morto e resuscitato per noi che solo può darci fiducia e speranza.

  Perciò l’incontro si fa preghiera, diventa invito alla preghiera. La stessa benedizione è una preghiera, non scaramanzia, ma impegno a vivere nella fede in Gesù tutti i giorni della nostra vita.

Allora non è il prete che voi accogliete, ma è Gesù perché è con lui che bisogna sostare fra le pareti domestiche.

  E per rendere presente Gesù che si è definito “Parola di vita” io invito ancora una volta ogni famiglia e ogni persona a leggere il Vangelo perché è lui che ha una parola per tutti, piccoli e grandi, giovani e anziani.

  Togliamo ogni pregiudizio che la Bibbia sia roba da preti,frati e monache. È nutrimento per tutti i cristiani. Gesù lo ha detto: “Non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”.

  Quest’anno ce lo raccomanda anche il Piano Pastorale della nostra Diocesi “Parrocchia e Parola di Dio”.

   I problemi sono tanti e così pure gli smarrimenti. Non abbiamo più certezze. Rifacciamoci alla  Parola di Dio. Non ci risolverà i problemi economici, ma perlomeno ci indicherà il senso della vita e sicuramente ci ricorderà di essere solidali con che soffre e con chi gioisce.

  Fin da ora vi saluto tutti anche se non portò visitare tutte le famiglie. Mi aiuterà il Diacono Don Mauro che sabato 22 Aprile 2006 riceverà l’ordinazione sacerdotale nella Cattedrale di Fiesole alle ore 16,00. Preghiamo per lui e continuiamo a pregare anche perché finalmente anche dal Casentino scaturisca una vocazione sacerdotale.

                                                                  Don Guido

 

 

 






MESSAGGIO  DI  SUA  SANTITÀ
BENEDETTO  XVI
PER  LA 
QUARESIMA  200
6

 

Gesù, vedendo le folle, ne sentì compassione” (Mt 9, 36)  
 

Carissimi fratelli e sorelle!

La Quaresima è il tempo privilegiato del pellegrinaggio interiore verso Colui che è la fonte della misericordia. È un pellegrinaggio in cui Lui stesso ci accompagna attraverso il deserto della nostra povertà, sostenendoci nel cammino verso la gioia intensa della Pasqua. Anche nella “valle oscura” di cui parla il Salmista (Sal 23,4), mentre il tentatore ci suggerisce di disperarci o di riporre una speranza illusoria nell’opera delle nostre mani, Dio ci custodisce e ci sostiene. Sì, anche oggi il Signore ascolta il grido delle moltitudini affamate di gioia, di pace, di amore. Come in ogni epoca, esse si sentono abbandonate. Eppure, anche nella desolazione della miseria, della solitudine, della violenza e della fame, che colpiscono senza distinzione anziani, adulti e bambini, Dio non permette che il buio dell’orrore spadroneggi. Come infatti ha scritto il mio amato Predecessore Giovanni Paolo II, c’è un “limite divino imposto al male”, ed è la misericordia (Memoria e identità, 29 ss). È in questa prospettiva che ho voluto porre all’inizio di questo Messaggio l’annotazione evangelica secondo cui “Gesù, vedendo le folle, ne sentì compassione” (Mt 9,36). In questa luce vorrei soffermarmi a riflettere su di una questione molto dibattuta tra i nostri contemporanei: la questione dello sviluppo. Anche oggi lo “sguardo” commosso di Cristo non cessa di posarsi sugli uomini e sui popoli. Egli li guarda sapendo che il “progetto” divino ne prevede la chiamata alla salvezza. Gesù conosce le insidie che si oppongono a tale progetto e si commuove per le folle: decide di difenderle dai lupi anche a prezzo della sua vita. Con quello sguardo Gesù abbraccia i singoli e le moltitudini e tutti consegna al Padre, offrendo se stesso in sacrificio di espiazione.

Illuminata da questa verità pasquale, la Chiesa sa che, per promuovere un pieno sviluppo, è necessario che il nostro “sguardo” sull’uomo si misuri su quello di Cristo. Infatti, in nessun modo è possibile separare la risposta ai bisogni materiali e sociali degli uomini dal soddisfacimento delle profonde necessità del loro cuore. Questo si deve sottolineare tanto maggiormente in questa nostra epoca di grandi trasformazioni, nella quale percepiamo in maniera sempre più viva e urgente la nostra responsabilità verso i poveri del mondo. Già il mio venerato Predecessore, il Papa Paolo VI, identificava con precisione i guasti del sottosviluppo come una sottrazione di umanità. In questo senso nell’Enciclica Populorum progressio egli denunciava “le carenze materiali di coloro che sono privati del minimo vitale, e le carenze morali di coloro che sono mutilati dall’egoismo… le strutture oppressive, sia che provengano dagli abusi del possesso che da quelli del potere, sia dallo sfruttamento dei lavoratori che dall’ingiustizia delle transazioni” (n. 21). Come antidoto a tali mali Paolo VI suggeriva non soltanto “l’accresciuta considerazione della dignità degli altri, l’orientarsi verso lo spirito di povertà, la cooperazione al bene comune, la volontà di pace”, ma anche “il riconoscimento da parte dell’uomo dei valori supremi e di Dio, che ne è la sorgente e il termine” (ibid.). In questa linea il Papa non esitava a proporre “soprattutto la fede, dono di Dio accolto dalla buona volontà dell’uomo, e l’unità nella carità di Cristo” (ibid.). Dunque, lo “sguardo” di Cristo sulla folla, ci impone di affermare i veri contenuti di quell’«umanesimo plenario» che, ancora secondo Paolo VI, consiste nello “sviluppo di tutto l’uomo e di tutti gli uomini” (ibid., n. 42). Per questo il primo contributo che la Chiesa offre allo sviluppo dell’uomo e dei popoli non si sostanzia in mezzi materiali o in soluzioni tecniche, ma nell’annuncio della verità di Cristo che educa le coscienze e insegna l’autentica dignità della persona e del lavoro, promuovendo la formazione di una cultura che risponda veramente a tutte le domande dell’uomo.

Dinanzi alle terribili sfide della povertà di tanta parte dell’umanità, l’indifferenza e la chiusura nel proprio egoismo si pongono in un contrasto intollerabile con lo “sguardo” di Cristo. Il digiuno e l’elemosina, che, insieme con la preghiera, la Chiesa propone in modo speciale nel periodo della Quaresima, sono occasione propizia per conformarci a quello “sguardo”. Gli esempi dei santi e le molte esperienze missionarie che caratterizzano la storia della Chiesa costituiscono indicazioni preziose sul modo migliore di sostenere lo sviluppo. Anche oggi, nel tempo della interdipendenza globale, si può constatare che nessun progetto economico, sociale o politico sostituisce quel dono di sé all’altro nel quale si esprime la carità. Chi opera secondo questa logica evangelica vive la fede come amicizia con il Dio incarnato e, come Lui, si fa carico dei bisogni materiali e spirituali del prossimo. Lo guarda come incommensurabile mistero, degno di infinita cura ed attenzione. Sa che chi non dà Dio dà troppo poco, come diceva la beata Teresa di Calcutta: “La prima povertà dei popoli è di non conoscere Cristo”. Perciò occorre far trovare Dio nel volto misericordioso di Cristo: senza questa prospettiva, una civiltà non si costruisce su basi solide.

Grazie a uomini e donne obbedienti allo Spirito Santo, nella Chiesa sono sorte molte opere di carità, volte a promuovere lo sviluppo: ospedali, università, scuole di formazione professionale, micro-imprese. Sono iniziative che, molto prima di altre espressioni della società civile, hanno dato prova della sincera preoccupazione per l’uomo da parte di persone mosse dal messaggio evangelico. Queste opere indicano una strada per guidare ancora oggi il mondo verso una globalizzazione che abbia al suo centro il vero bene dell’uomo e così conduca alla pace autentica. Con la stessa compassione di Gesù per le folle, la Chiesa sente anche oggi come proprio compito quello di chiedere a chi ha responsabilità politiche ed ha tra le mani le leve del potere economico e finanziario di promuovere uno sviluppo basato sul rispetto della dignità di ogni uomo. Un’importante verifica di questo sforzo sarà l’effettiva libertà religiosa, non intesa semplicemente come possibilità di annunciare e celebrare Cristo, ma anche di contribuire alla edificazione di un mondo animato dalla carità. In questo sforzo si iscrive pure l’effettiva considerazione del ruolo centrale che gli autentici valori religiosi svolgono nella vita dell’uomo, quale risposta ai suoi più profondi interrogativi e quale motivazione etica rispetto alle sue responsabilità personali e sociali. Sono questi i criteri in base ai quali i cristiani dovranno imparare anche a valutare con sapienza i programmi di chi li governa.

Non possiamo nasconderci che errori sono stati compiuti nel corso della storia da molti che si professavano discepoli di Gesù. Non di rado, di fronte all’incombenza di problemi gravi, essi hanno pensato che si dovesse prima migliorare la terra e poi pensare al cielo. La tentazione è stata di ritenere che dinanzi ad urgenze pressanti si dovesse in primo luogo provvedere a cambiare le strutture esterne. Questo ebbe per alcuni come conseguenza la trasformazione del cristianesimo in un moralismo, la sostituzione del credere con il fare. A ragione, perciò, il mio Predecessore di venerata memoria, Giovanni Paolo II, osservava: “La tentazione oggi è di ridurre il cristianesimo ad una sapienza meramente umana, quasi a una scienza del buon vivere. In un mondo fortemente secolarizzato è avvenuta una graduale secolarizzazione della salvezza, per cui ci si batte sì per l’uomo, ma per un uomo dimezzato. Noi invece sappiamo che Gesù è venuto a portare la salvezza integrale” (Enc. Redemptoris missio, 11).

È proprio a questa salvezza integrale che la Quaresima ci vuole condurre in vista della vittoria di Cristo su ogni male che opprime l’uomo. Nel volgerci al divino Maestro, nel convertirci a Lui, nello sperimentare la sua misericordia grazie al sacramento della Riconciliazione, scopriremo uno “sguardo” che ci scruta nel profondo e può rianimare le folle e ciascuno di noi. Esso restituisce la fiducia a quanti non si chiudono nello scetticismo, aprendo di fronte a loro la prospettiva dell’eternità beata. Già nella storia, dunque, il Signore, anche quando l’odio sembra dominare, non fa mai mancare la testimonianza luminosa del suo amore. A Maria, “di speranza fontana vivace” (Dante Alighieri, Paradiso, XXXIII, 12) affido il nostro cammino quaresimale, perché ci conduca al suo Figlio. A Lei affido in particolare le moltitudini che ancora oggi, provate dalla povertà, invocano aiuto, sostegno, comprensione. Con questi sentimenti a tutti imparto di cuore una speciale Benedizione Apostolica. 

Dal Vaticano, 29 Settembre 2005
 

BENEDICTUS PP. XVI
 

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